Yoga della Trascendenza

Formazione della personalità, conoscenza efficacia ed equilibrio

28 dicembre 2017

 

Il progredire esteriore accompagna il progresso interiore  

 

Superando col distacco il desiderio di situazioni favorevoli, di una vita senza problemi e difficoltà , lo Yogi di questa scuola, di quest’ epoca, non fugge dalla vita rifugiandosi in un etereo limbo spirituale, alibi per non affrontare le difficoltà, ma vede proprio in esse lampi di luce e di verità che lo avvicinano alla conoscenza e completezza dell’ Anima.

 

L’ Anima lavora in segreto perché l’essere progredisca, acquisisca qualità attraverso le prove della scuola della vita, a volte nelle situazioni che appaiono più complesse ed insormontabili.

Le difficoltà purificano da difetti, limiti e paure che gli rallentano il cammino interiore.

 

Le mancanze interiori vanno colmate con azioni esteriori, non possono essere superate semplicemente col pensiero e la fantasia ancorché spirituale.

Anche momenti di pienezza, felicità, espansione vissuti fanno sí che la personalità si completi.

Lo Yogi non si sofferma sull'esteriorità del fenomeno, ma vede oltre la trama di un disegno di evoluzione.

 

Il fuoco eterno manda lampi di luce e scintille di brace ardente, entrambi sono accolti con equanimità:

Lo Yogi quieto vede la confusione della vita riflessa nello specchio immobile della Coscienza.

La trama della vita gli si rivela e la sua azione diventa semplice e immediata.

 

Questo Yogi lontano dai cliché del passato disegna con l’amico interiore l’opera meravigliosa della vita umana, per lui l’azione si accompagna al progetto interiore.

 

 

 

                                    Yogi Kailasha

La personalità ordinaria e la personalità spirituale

Le nuove qualità

 

              La differenza tra la personalità ordinaria e la personalità spirituale è che la prima viene dal passato, da ciò che è già strutturato e sedimentato nel proprio subconscio e nelle proprie memorie. Sostanzialmente è ciò che è stato sperimentato nella vita presente e in quelle passate.

 

Di contro la personalità spirituale è una nuova personalità, essa è la personalità del futuro, è ciò che si deve diventare e viene dall’impronta dell’Anima.    

        

           Per edificare la nuova personalità, lo Yogi deve sviluppare qualità e attitudini, acquisire nuove conoscenze e maturare alla luce delle esperienze spirituali.   Sarà poi l’azione o l’applicazione nella vita di ciò che ha imparato a dare la completezza finale.

 

           Ciò che siamo è più il derivato delle azioni passate che dei pensieri e ciò che saremo domani deriverà dalle azioni di oggi.

 

           Perché il pensiero è soggetto a forze  che nella vita fisica e ancor più nei piani astrali possono indebolire la persona e renderla instabile.                                          Mentre l’azione al contrario del pensiero, il modo di essere e il comportamento nella difficoltà della vita rendono la conoscenza stabile.

 

           La personalità nuova fatta di coraggio, verità, calma, onestà, distacco ecc, per maturare e diventare solida ha la necessità di superare difficoltà e vere e proprie avversità che la mettano alla prova.

 

           Queste qualità devono trasformarsi da attitudini latenti in qualità evidenti, sia nella mente che nel corpo, e più ancora devono diventare veri e propri poteri in grado di mettere in campo la trasformazione di chi è a contatto con lo Yogi.

 

                                                                                       Yogi Kailasha

L’azione e la meditazione

L’azione e la meditazione

 

Essere Yogi nel tempo dell’agire. 

 

Quando si pensa alla spiritualità, alla meditazione, alle esperienze trascendenti comunemente si pensa a qualcosa di lontano dall’azione, qualcosa di etereo. 

Quando al contrario si pensa all’azione si pensa ordinariamente a qualcosa di lontano dalla vita spirituale e dall’esperienza trascendente. 

 

A cosa serve un’esperienza spirituale se non a trasformare colui che sperimenta? 

Ma se colui che sperimenta è ordinario nell’azione e nella vita, a cosa serve la sua conoscenza? 

 

L’azione vitale fine a se stessa è una necessità della natura: nutrirsi vestirsi ecc. 

Anche azioni che sembrano più complesse rispondono a necessità vitali: attività all’aria aperta, vacanze ecc.

 

Queste non sono superiori all’azione animale soggetta alla natura la quale ha comunque una propria complessità. 

L’azione umana è trasformazione.

È l’attuazione del pensiero, dell’idea, dell’intuizione. 

Per lo Yogi, per chi vive la vita spirituale non c’è nulla di più importante ed elevato dell’azione essa è portare sul piano fisico la conoscenza, la bellezza, la trascendenza. 

 

Quindi la persona spirituale satvica deve distinguersi per la capacità di agire, trasformare e non lasciare in mano questo potere a chi è motivato dall’ego e dal possesso. 

 

 Trasformato sé stesso lo yogi agisce con semplicità e naturalezza, come un’onda si espande da un punto in cui ha origine una vibrazione. 

 

Lo yogi se fa della propria vita conoscenza e azione si completa e torna alla fine della vita fisica alla vita spirituale soddisfatto del lavoro fatto portando con sé questo stato eternamente. 

 

L’azione anche la più semplice ed ordinaria se vissuta in uno stato di coscienza elevato è una cosa meravigliosa; unisce il mondo trascendente al mondo fisico e trasforma il piano materiale in un luogo trascendente, un paradiso di conoscenza sulla terra. 

 

 Yogi Kailasha

ESTASI

ESTASI

ESTASI

Samadhi è conoscere l’Anima

 

Le esperienze e realizzazioni dello Yogi, le sue estasi avvengono quando la sua Sadhana incontra l’intenzione del trascendente di manifestarsi a lui.

Il Samadhi, l’estasi dello Yogi, avviene in molti modi.

Essa è strumento di conoscenza perché attraverso l’estasi le entità trascendenti si mostrano, e si fanno conoscere, e donano allo Yogi conoscenza.

È oggetto di conoscenza perché  per conoscere lo Yogi deve usare l’intelletto superiore, la discriminazione e la conoscenza intuitiva: questo per far si che la “visione” si tramuti in conoscenza.

Le differenti esperienze, visioni, estasi scandiscono i passi del progredire dello Yogi verso l’alto.

Il Purusha trascendente, la Madre Divina il Paramatman… e così via si rivelano allo Yogi in forme diverse e con diverse sfumature delineando così la sua strada.

Tre parole definiscono i modi con cui lo Yogi vive ciò che in realtà non è definibile;

difatto più che definire, queste parole indicano un modo di sperimentare il trascendente dai contorni non definiti perché appunto infiniti, ma la mente descrive come essa sperimenta ciò.

Queste parole sono : Essere, Coscienza, Beatitudine.

Lo Yogi  indagando trasforma e purifica ciò che ha sperimentato.

Il Samadhi può essere vissuto in più modi, con la coscienza ordinaria totalmente attiva, parzialmente attiva o in totale assenza di coscienza.

Questi modi non qualificano di per se l’elevatezza metafisica dell’estasi ma i modi con cui i diversi Yogi possono sperimentare per la loro diversa natura.

 

Può essere anche che la volontà  dell’ Assoluto sia di rapire tutto l’essere per restituirlo rigenerato e illuminato dal suo abbraccio.

Nell’estasi più completa dello yoga è presente una discesa di Shakti che invade e sorprende il veggente, questa discesa porta con sé una specifica conoscenza, o meglio svela un mondo trascendente che viene conosciuto.

La discesa trasforma e la visione dello Yogi cambia e si amplia.

Tutto ciò non può avvenire attraverso una personalità  ordinaria, in una mente occupata da stimoli vitali, dalle piccole abitudini, in un inconscio ingombro come una cantina di vecchie cose abbandonate e dimenticate.

Occorre una pulizia, un’attesa, una ricerca, un annullamento, una morte.

La vecchia personalità deve scomparire.

È così!

 

Occorre la morte della personalità ordinaria limitata, il suo mettersi al servizio di ciò che avverrà, accettando l’invasione della luce.

 

                                                                                           Yogi Kailasha

L'albero dellla conoscenza non è un bonsai

L'albero dellla conoscenza non è un bonsai

La strada spirituale in versione tascabile

 

 

Il destino dell’Anima individuale è crescere, espandersi passo dopo passo attraverso le esperienze sia di vita che di conoscenza.
Esso deve acquisire una visione alta e ampia ed anche una forte possibilità di azione, di comprensione, di trasformazione della ” natura “ attraverso la conoscenza e l’azione. ( questo non va confuso con il potere che è possibilità di azione e controllo da parte di un io limitato ).
Quindi il ricercatore, colui che accompagna l’Anima in questo viaggio, espande sia la conoscenza che le proprie potenzialità; attraverso questo cammino, il grande albero dell’Anima cresce diventando maestoso e ricco di frutti prelibati.
Il ricercatore perciò deve compiere il proprio destino in due modi: ricercare la conoscenza e perfezionarsi attraverso l’azione!
Molti hanno l’illusione e vendono la stessa agli altri che sia sufficiente una strada fatta di una fruizione di contenuti intellettuali e relative esperienze meditative.
Non è così!
Questa è una strada parziale, l’albero non cresce maestoso ma si trasforma nella sua allegoria!
È vero a molti basta l’allegoria della conoscenza e una strada spirituale in versione tascabile!
Per crescere occorre quello straordinario motore, fattore di maturazione attraverso l’esperienza che è l’azione materiale nella vita fisica.
Perciò ci si incarna, perciò si ha un corpo fisico: all’idea occorre il frutto, all’essere occorre il divenire, tutto insieme è la completezza.
Coloro che si accontentano della cultura della spiritualità , dell’ allegoria al posto dell’ intensità della vita, si limitano ad una rappresentazione teatrale di ciò che è la vita spirituale.
Il piccolo essere che si rannicchia nel piccolo orto dell’ “ Io e mio” non può contenere il grande albero della conoscenza e si accontenta di un bonsai.
Per crescere gli occorrono le sfide della vita, dell’azione altruistica, di ciò che è difficile ed a volte impossibile.
Il piccolo io deve crescere ed espandersi ed esperienza dopo esperienza diventerà maturo e completo.

                                                                                  Yogi Kailasha

 

 

Sapete riconoscere il volto dell'Anima?

Se avete schemi mentali , incrostazioni educative familiari,chiusure culturali,se siete posseduti da ideologie

E da teologie non potrete mai riconoscere l' Atman quando si presenterà.

 

Se siete infatuati dalla cultura, dall' opinione prevalente, dal giudizio sociale :allora dipendete da altri e non dal Sé.

 

I mondi spirituali sono oltre lo spazio e il tempo figuriamoci una piccolo luogo un piccolo paese una piccola contrada un piccolo giudizio un piccolo vivere abitudinario e passivo

 

Quando l' Atman immanente si presenta non lo riconoscete e lo andate a cercare in un libro di successo, in una operazione di marketing.

 

Occorre preparare l'incontro con la Conoscenza perché l' ego arrabbiato e ividioso non la cacci via per sempre.

 

                                                                            Yogi Kailasha

 

 

La luce si rispecchia nella luce la conoscenza nella conoscenza, il valore nel valore, l’amore nell amore.

La persona spirituale cerca negli altri ricercatori qualcuno in cui rispecchiarsi.

Non arroganza, non magia, no esoterismo per affermare un proprio potere, ma qualità e conoscenza da condividere con coloro che intraprendono lo stesso viaggio.

 

 

 

 

                                  Yogi Kailasha

Costruire un ponte tra la vita e lo Yoga

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Dialogo con l'Anima

Dialogo con l'Anima

Il potere della Shakti

Il potere della Shakti

Volo dell' Anima

Volo dell' Anima

La pienezza dello Yogi

La pienezza dello Yogi